Rinoplastica Secondaria

Revisione intervento o valutazioni secondarie.

RINOPLASTICA SECONDARIA

Ci sono numerosi fattori che influenzano l’esito di una rinoplastica e questo ci deve far riflettere su come purtroppo possano verificarsi risultati suboptimali. Una rinoplastica secondaria può servire per eliminare delle piccole imperfezioni, revisione di rinoplastica, o può includere tutta una serie di tecniche utilizzate durante una rinoplastica primaria, rinoplastica secondaria.

Le sfide di una rinoplastica secondaria variano da difficili a virtualmente impossibili. È un intervento tecnicamente più difficile perché deve tener conto di tutte le strutture che sono state eliminate o modificate durante il primo intervento e perché il paziente che deve sottoporsi ad una seconda procedura non è contento ed è turbato. In questi casi il planning preoperatorio e la discussione di tutte le variabili è di incredibile importanza.

Eccetto che in rari casi preferisco effettuare una rinoplastica secondaria almeno ad un anno di distanza dalla prima, questo permette la guarigione del naso, un assestamento del risultato e da tempo a me e al paziente per definire quali saranno le imperfezioni più importanti da correggere.

Nel caso di pazienti con la pelle troppo spessa e sebacea, motivo per il quale potrebbero essere poco visibili le modificazioni effettuate durante la rinoplastica primaria, invio ad una consulenza dermatologica per valutare una riduzione della extra-attività delle ghiandole sebacee, al fine di rendere la pelle più sottile. Nei casi opposti, ovvero quando la pelle è veramente troppo sottile ed in diretto contatto con le strutture sottostanti, implemento il sottocutaneo con innesti di fascia o derma.

Le problematiche più frequenti sono:

  • Radice del naso poco definita, ovvero una quasi assenza dell’angolo fronto-nasale.
  • V-deformity, in caso di resezioni eccessive della parte mediana della gobba con collasso delle cartilagini laterali.
  • Asimmetria, distorsione della punta.
  • Punta poco proiettata e troppo all’ insù (angolo naso-labiale eccessivamente aperto).
  • Ale nasali retratte con esposizione della columella.
  • Collasso delle valvole nasali durante l’inspirazione.
  • Setto deviato, sinechie, turbinati ipertrofici.

La visita

Durante la visita avviene la prima metà dell’intervento. In questa occasione parlo con il paziente di tutti i problemi funzionali, ricostruttivi ed estetici e propongo le soluzioni chirurgiche e non.

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L'intervento

Effettuo la rinoplastica quasi sempre in anestesia generale, solo in rarissimi casi è possibile effettuare piccole modifiche in anestesia locale. Utilizzo due tipi di accessi al naso, Open e Closed.

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La ricostruzione

L’arte della ricostruzione nasale vede il suo inizio in India nel 3000 a.c. circa. La prima descrizione della ricostruzione della piramide nasale si ritrova nel Sushruta Samhita.

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rinoplastica secondaria

Ci sono numerosi fattori che influenzano l’esito di una rinoplastica e questo ci deve far riflettere su come purtroppo possano verificarsi risultati suboptimali.

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