L'intervento di Rinoplastica

L'INTERVENTO

Utilizzo principalmente due tipi di accessi al naso:

Durante la visita valuto anche:

  • Open: consente il rimodellamento della piramide nasale sotto visione diretta delle strutture; viene effettuata una piccola incisione a metà columella e un’incisione marginale dentro le narici
  • Closed: viene effettuata solo l’incisione all’interno del naso a uno o più livelli

In genere preferisco l’accesso Open perché permette una migliore visualizzazione del naso in tutte le sue parti, consente un più facile e prevedibile rimodellamento delle cartilagini nasali, facilita l’inserimento di eventuali innesti autologhi in maniera semplice e sicura. A distanza di pochi mesi l’accesso sulla columella diventa praticamente invisibile nella maggior parte dei casi e il modesto edema della punta in genere scompare velocemente.
Utilizzo l’accesso Closed solo in caso di minimi rimodellamenti del dorso o della punta nasale.

Esempio di rinoplastica Open:

  • Incisione a livello della columella (a scalino o a triangolo) che viene continuata a livello marginale (dentro la narici, infracartilaginea).
  • Dissezione soprapericondrale della punta e della volta cartilaginea e subperiosteale delle ossa nasali.
  • Riduzione della gobba nasale, principalmente a livello del setto e delle ossa nasali e in minor misura a livello delle cartilagini laterali.
  • Settoplastica con eventuale prelievo di innesti cartilaginei.
  • Coaugulazione dei turbinati ipertrofici e in rari casi asportazione parziale.
  • Rimodellamento della punta nasale con eventuali innesti.
  • Osteotomie laterali.
  • Chiusura degli accessi.
  • Eventuali rimodellamenti delle narici.

Esempio di rinoplastica Closed:

  • Incisione transcartilaginea nelle narici ed accesso alle cartilagini alari, eventuale resezione di porzione delle cartilagini.
  • Riduzione della gobba nasale.
  • Settoplastica.
  • Osteotomie laterali.
  • Chiusura degli accessi.

MODIFICA DELLA PUNTA NASALE

Alla punta nasale possone essere effettuate numerose modifiche, per ridurne o aumentarne il volume e per variarne la posizione.

Possono essere effettuate le seguenti modifiche:

  • Rotazione verso l’alto della punta nasale.
  • Aumento della proiezione, in caso di nasi corti utilizzo degli innesti prelevati dal setto nasale altrimenti è possibile ottenere il risultato tramite delle particolari tecniche di sutura delle cartilagini alari e del setto.
  • Riduzione della proiezione in caso di punta troppo lunga.
  • Aumento di volume della punta nasale.
  • Inserimento di innesti per modificare la morfologia.

Modificazioni funzionali per la respirazione:

  • Apertura della valvola nasale, ad esempio con l’inserimento di spreader grafts.
  • Settoplastica, con eventuale modificazione del piede osseo.
  • Coagulazione dei turbinati in caso di turbinati moderatamente ipertrofici.
  • Turbinectomia.

A FINE INTERVENTO

A fine intervento utilizzo suture riassorbili per gli accessi interni al naso in modo da non dover rimuovere i punti e delle suture sottilissime all’esterno per ridurre al minimo la probabilità di lasciare cicatrici inestetiche.

Se sono state effettuate le osteotomie e la settoplastica utilizzo dei tamponi nasali che poi rimuoverò nell’arco di 3-5 giorni. I tamponi che vengono utilizzati oggigiorno possono essere rimossi in modo atraumatico per ridurre al minimo il fastidio per il paziente, vengono inoltre imbevuti di una pomata antibiotica oleosa in maniera da facilitarne l’uscita.
All’esterno del naso viene effettuata una medicazione per comprimere il naso ed eventualmente viene apposto un gessetto nasale nel caso siano state effettuate le osteotomie.

Nel periodo postoperatorio consiglio sempre una terapia antibiotica ed antidolorifica.

È consigliabile i primi giorni dopo l’intervento:

  • dormire con la testa alta.
  • evitare sforzi.
  • evitare l’esposizione solare e a fonti di calore (per 2-4 settimane o comunque fino a completa risoluzione dell’edema e delle ecchimosi).
  • in caso di croste all’interno del naso dopo qualche giorno è possibile effettuare dei lavaggi con soluzione fisiologica.

Per circa 2-4 settimane aggiungo sempre una terapia antinfiammatoria ed antiedemigena per favorire il recupero e far scomparire l’edema il più velocemente possibile.

COMPLICANZE

  • Ecchimosi ed edema, non sono vere e proprie complicanze, rapprensentano il decorso normale di quasi tutte le rinoplastiche. Esistono però degli accorgimenti per ridurle al minimo.
  • Sanguinamento, da una settimana prima dell’intervento fino ad una settimana dopo è sconsigliato l’utilizzo di farmaci che facilitano il sanguinamento (aspirina, fans, coumadin, tiklid, plavix etc). Raramente può essere necessaria una gestione chirurgica del sanguinamento (embolizzazione, cauterizzazione, tamponamento etc).
  • Infezione, molto rara.
  • Ostruzione, quasi tutti i pazienti hanno delle difficoltà respiratrie il primo mese dall’intervento.
  • Perforazione del setto, rara, eventualmente avviene dopo la settoplastica o il prelievo di innesti dal setto.
  • Insoddisfazione del paziente, la maggior parte dei pazienti è soddisfatta dopo la rinoplastica, però in alcuni casi ci può essere qualche insoddisfazione. Generalmente man mano che scompare l’edema si risolvono tante piccole imperfezioni e occasionalmente si presentano piccole alterazioni che possono richiedere una correzione.
  • Anosmia, lesioni del dotto lacrimale, epifora, fistole artero-venose, ascessi, cisti, lesioni intracraniali sono descritte ma molto rare.

Per circa 2-4 settimane aggiungo sempre una terapia antinfiammatoria ed antiedemigena per favorire il recupero e far scomparire l’edema il più velocemente possibile.

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